venerdì 16 marzo 2012

Dream Cafè



Sul numero attualmente in edicola di Special Cafè c'è un piccolo articolo, ma molto “Special”.
E' la presentazione di "Striscianera", la prima creatura di Emporio Elaborazioni Meccaniche, un'avventura iniziata da tre amici, Leo Andrea e Giuliano.
E' stato emozionante per me vedere, non solo la creazione della moto, ma anche il riconoscimento che sta avendo questo progetto.
Ricordo tante sere (e tante birre) passate a parlare e sognare.
Parlare e sognare di un garage, di una cantina, di un luogo dove chiudere fuori tutti i pensieri sporchi, noiosi, banali e dove far entrare solo i sogni, sogni da far uscire, rombanti, proprio da quel garage, un giorno.
E adesso questi sogni si stanno avverando !
Grandi ragazzi, avanti così, che ce la state facendo !!

p.s. Oltre ad essere una piacevole lettura, Special Cafè offre anche un piacevole riparo dalle ancor frizzanti brezze mattutine ….
p.p.s. Oltre all'articolo su Striscianera, i goodfellas di EEM hanno avuto l'onore di esporre, con riscontri molto positivi, la “Mastino” allo stand di omnimoto ai Motodays.
Ci sanno fare 'sti tre ragazzacci, non c'è che dire  

mercoledì 14 marzo 2012

iz EMSI dei!!!


E scusa l'intrusione!!!
ARSI

lunedì 5 marzo 2012

Drive



Ho recuperato uno dei film di questa stagione cinematografica che ha raccolto molte critiche positive: “Drive”, del danese Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling come protagonista.
E' un film d'azione sui generis; perché è molto lento e molte scene di inseguimento sono girate a rallentatore, come a voler portare l'accento su altri elementi (cosa che poi non verrà approfondita).
Molto belle le scene notturne ed aeree di Los Angeles, che ricorda una metropoli estraniante come le megalopoli fantascientifiche alla Blade Runner, i titoli di testa in viola hanno un sapore molto anni '80, molto “Miami Vice”.
Ma tutto il film è un continuo ricordo/omaggio/richiamo a vecchie pellicole anni 60/70; ritroviamo elementi di “Driver l'imprendibile”, atmosfere dei primi Callahan, ma soprattutto un continuo richiamo a lui, Steve “The King of Cool” McQueen.
E' al grande attore scomparso, infatti, che il protagonista (del quale si ignora il nome) è chiaramente ispirato: taciturno, solitario, cinico, si capisce che nasconde un passato duro ma avrebbe voglia di riscattarsi; soprattutto correndo in auto ed in questo aiutato da un socio/manager (interpretato da Bryan Cranston ed è forse questo il personaggio più interessante di tutto il film) sfigato e malmesso, che fa affari con le persone sbagliate.
Gli altri personaggi sono solo contorni sbiaditi e spesso macchiettistici (imperdonabile aver sprecato un grande come Ron Perlman con un ruolo decisamente fuori dagli schemi).
Insomma, alla fine esce fuori un film che, seppur gradevole, lascia la forte idea del tutto già visto e prevedibile.
Un classico film che solo uno come Tarantino, per capirci, avrebbe potuto girare con la sua capacità ed inventiva.
Avrebbe tirato fuori dal cilindro (va bene anche quello del motore, tanto di auto si parla qui) qualche vecchio attore dimenticato o semi-ammuffito, avrebbe fatto recitare dei camei ad Al Pacino, Clint Eastwood ed Arnold Schwarzenegger ed avrebbe creato una colonna sonora indimenticabile.
Ma, appunto, questo film non è stato girato da lui.
E si vede.   

domenica 4 marzo 2012

Naguzzi, Guido Naguzzi


Tra gli imperscrutabili piaceri nel guidare un italico bicilindrico, tra le impalpabili voluttà di possedere un mezzo che vibra perfino di notte a motore spento e con la batteria staccata, può capitare, ogni tanto, un piccolo inconveniente: come, ad esempio, finire una giornata di lavoro e trovarsi la freccia a penzoloni perché si è perso un dado per le vibrazioni.
Per fortuna i portieri del mio ufficio avevano una scorta di uno dei più geniali oggetti che mente umana abbia mai potuto creare : fascette stringi-cavi.
Dovrebbero dare il Nobel a chi le ha inventate.
Chiaramente, bypassata l'emergenza e rientrato a casa, sono andato dal ferramenta a recuperare un dado cieco e pure a fare scorta di queste fascette da tenere sotto la sella, non prima di aver fatto un giro a stringere tutti i dadi, i bulloni e le brugole della moto con una passata di frena-filetti.

mercoledì 29 febbraio 2012

American Sundown


Una bandiera stelle e strisce
sporca, lacera
 lasciata sola a calcinarsi al sole.
Metafora della crisi culturale, sociale ed economica
del paese che è stato faro dell'occidente.
Icona del sogno possibile
per tanti paesi
miraggio raggiungibile 
per tante persone.

Quale sarà la prossima bandiera da ammainare ?
E avremo ancora bisogno di bandiere da seguire ?  

martedì 28 febbraio 2012

L'oggetto misterioso

Ieri pomeriggio, dalla macchina ho intravisto di sfuggita questa "cosa" qua sopra ...
Coperta da un telo, dalla polvere e dal tempo.
Un serbatoio Honda sopra un motore bicilindrico che sembrerebbe staccato pari pari da una Moto Guzzi.
Non sono riuscito a vedere la trasmissione ma, occhio e croce, potrebbe tranquillamente esserci un cardano.
Qualcuno ha idea di cosa si tratti ?
Potrebbe essere lo spunto interessante per qualche amico elaboratore .... 
Ah, sia chiaro, chi indovina non vince nulla eh !!!

domenica 19 febbraio 2012

A.C.A.B.


La migliore spiegazione e critica di A.C.A.B. (All Cops Are Bastards) l'ha data uno dei suoi protagonisti, Pier Francesco Favino intervistato a "Le invasioni barbariche"
Effettivamente i celerini, gli agenti, le guardie insomma, fanno il nostro lavoro sporco, rappresentano ciò che si nasconde sulla faccia oscura della nostra luna nera. Il film è una sorta di controcanto ad "Ultrà", film del 1991 di Tognazzi, nel quale si seguivano vita e gesta -certo non eroiche- di un gruppo di ultras della A.S. Roma.
Oltretutto il regista di A.C.A.B. è lo stesso della serie televisiva "Romanzo Criminale", che grandissimo successo ha avuto e ha quasi sdoganato e reso di moda la criminalità organizzata romana degli anni '70/'80.
Quindi questo film cerca di scoprire cosa si nasconda dietro un casco, uno scudo ed un manganello vibrato con forza su una rotula, una vertebra o una tempia.
Ci sono persone come noi, nervose, stanche, allegre, frustrate; persone che non credono più in quello che fanno, persone disincantate o che, come tutti noi d'altronde, si portano sul lavoro i problemi quotidiani, personali, familiari.
Mogli che si vogliono separare, figli problematici, soldi che non bastano ad arrivare a fine mese, frustrazioni personali.
Però, se a me rode il culo perché la bolletta è salata, perché la mattina la batteria della moto è a terra, perché mi fregano il portafogli sulla metro o mi becco una multa, non è che vado a sfogarmi spaccando la faccia ai manifestanti, a sfollare case occupate o a fare il giustiziere della notte per le strade della città.
Oltretutto sulla celere e sui carabinieri c'è il terrificante ricordo di Genova 2001, la macelleria messicana della Diaz che ha scavato un solco difficilmente richiudibile tra la società civile e le forze dell'ordine, ancor più acuito dall'impunità legislativa che ha prosciolto buona parte degli imputati al processo.
Certo, se vuoi fare il celerino probabilmente non sarai un vegetariano vegano hare krishna fautore della nonviolenza ed il film cerca di non dare giudizi né negativi né positivi però rimangono le perplessità e l'amarezza di vederci difesi da figure come quelli riprese nel film.
Ma è altrettanto vero che stiamo parlando di un film e che se non fosse stato italiano, ma targato Usa o inglese o francese (vedi la serie Braquo) avremmo parlato di un duro film di genere e ci saremmo lamentati che in Italia non siamo più capaci di fare film come questi, mentre negli anni settanta eravamo maestri con titoli come "Milano calibro 9" e che la realtà è, fortunatamente, molto più sfaccettata e ricca di sfumature rispetto a quanto mostrato nel film, che inquadra una porzione della realtà.