giovedì 26 febbraio 2015

The Wall

Auditorium Parco della Musica, Roma

mercoledì 25 febbraio 2015

Instagram bike

Dopo alcuni giorni di silenzio a causa dell'influenza e, sopratutto, della mancanza di internet per problemi di modem, eccomi tornato con un pò di foto di Instagram con argomento moto : 
Una Kawasaki endurance vista alla rievocazione storica ad Imola. Bella manifestazione, peccato sia ormai solo un ricordo

D... ucati 

Laverda endurance

Una Vespa come nuova incrociata a Bergen, durante il viaggio di nozze

Pedana d'emergenza vista su una Bonnie



Una bellissima Norton incrociata all'Eur

Serata a Officine San Lorenzo

Vussette

La Madonna del motociclista


Motard parisiennes

Un pomeriggio d'estate




il bellissimo logo stilizzato che ho in mente di riportare sul mio serbatoio


Una Vespa nel Panier marisigliese

lunedì 9 febbraio 2015

Il Ducato logora chi non ce l'ha ...

Sabato scorso ho dato una mano ad una coppia di nostri amici che doveva traslocare.
Per far prima, ovviamente, si è noleggiato un furgone

le febbrili attività di riempimento del mezzo noleggiato

Caricare un Ducato di sabato mattina, nel cuore del quartiere Africano (chi è di Roma sa di cosa parlo), equivale a vincere una scommessa di "Scommettiamo che ... ?", alla lotteria e al WinforLife, tutto in una volta.
Comunque ci riusciamo, carichiamo il più possibile e partiamo alla volta della nuova magione.
Non era la prima volta, lo avevo guidato in occasione del nostro di trasloco e lo avevamo noleggiato, in gruppo, per andare ad un matrimonio (proprio della coppia che ha traslocato) in Calabria. 
Salire a bordo di un furgone equivale ad entrare nel TARDIS.
Perché una volta a bordo si assiste alla repentina trasformazione del guidatore.
Chiunque si metta al volante di un Ducato, Doblò, Bedford, Transporter, Vito o comunque di un furgone simile, in pochi istanti  verrà trasformato in ... Tirzan





Ebbene si !! La sensazione principale, è proprio quella di essere il padrone incontrastato del traffico; ogni parcheggio su passo carrabile, zona rimozione, carico e scarico merci è tuo di diritto; ogni piccola indecisione al semaforo mostrata dallo sfortunato automobilista di turno, verrà sottolineata, da imperiosi colpi di clacson ed insulti tra i più beceri e volgari e la meritata pausa pranzo, che durante la normale vita da impiegato prevede riso in bianco, insalata o verdure grigliate, nel momento in cui si scende dal "Mostro", non può prescindere da rosetta con fettina panata e broccoletti ripassati e Peroni da 66cl.
Ovviamente, una volta riconsegnate le chiavi al noleggiatore e rientrati negli abiti quotidiani, ripresa la metropolitana e gli efficienti mezzi pubblici di Roma, la principale nostra caratteristica sarà quella di insultare gli autisti dei vari furgoni che girano per la città, parcheggiano in doppia fila, circolano in senso vietato o imboccano contromano zone pedonali, passano col rosso ad ogni semaforo.
Ma dentro di noi sappiamo bene che la nostra è tutta invidia, perché il Ducato logora chi non ce l'ha ...

Perché Campi Benedetto è sempre Campi Benedetto ....

venerdì 6 febbraio 2015

Instagram #1

Dopo aver lasciato il "centro" in balìa della rete, a causa dei miei momenti di noia ma anche a causa di molte distrazioni (tipo, una fra tutte, la preparazione ad un matrimonio - mio e della mia signora - e successivo viaggio di nozze, ad esempio), preso dalla curiosità e dai consigli di amici, mi ero deciso ad iscrivermi ad instagram
Probabilmente moltissimi di voi lo conosceranno e molti di voi saranno iscritti.
Iscritto, ho cominciato a scattare e postare foto e a seguire diversi profili, sia di amici e persone che conosco, sia di utenti ai quali mi legava solo l'interesse verso gli stessi soggetti o argomenti (fondamentalmente moto e motori).
Solo che in breve mi è iniziata a salire una certa noia.
E' chiaro che il problema del formato - sempre e solo quadrate - e dei filtri, rende le foto pubblicate rapidamente ripetitive e lascia un alone di deja vù.
E allora, contemporaneamente alla volontà di provare a riavviare "centroasociale" ho deciso di "riprendermi" le foto pubblicate su instagram e di riproporne, almeno una parte o comunque quelle che preferisco, qui sul blog.
Per ora sono ancora iscritto ad instagram ma non sto più pubblicando foto e credo che se dovessi scattare qualcosa la pubblicherò sicuramente prima qui.



Quella dei macaron fu la prima in assoluto.
Il tavolo è quello del mio ufficio perché li portai per farli assaggiare; tra l'altro ora che ci penso è tanto che non ne mangio uno ...
Se non ricordo male erano di una cioccolateria che per qualche tempo rimase aperta ad Acilia.
Erano buoni, anzi tutti i dolci che facevano erano ottimi, sopratutto ricordo una crostata con cioccolato fondente e scorze d'arancio candite che era notevole.
Ma non ha retto per molto tempo ed ancor oggi la porta è malinconicamente serrata da una pesante catena.

Mentre la seconda, la scattai una domen ... no un sabato pomeriggio di fine aprile.
Pranzammo sul balcone, il cielo era coperto ma era ormai primavera e l'aria era piacevole; dopo il caffè rimasi qualche minuto seduto a sfogliare quei due bei libri su Parigi e a pensare al matrimonio che stavamo organizzando e che, da li a poche settimane ci sarebbe stato.
Un bel momento.

lunedì 2 febbraio 2015

Cadeau

Una Matra F1 della Politoys

mercoledì 28 gennaio 2015

Hill's list


Sale, latte, patate, carta igienica, sabbia per il gatto ...
Ahhahh, odio andare a fare la spesa di sabato, guarda che caos, auto in doppia fila ovunque ... farò tardi per le prove, lo so !!!

martedì 27 gennaio 2015

27 Gennaio


« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere. »

 articoli 1 e 2 della legge n. 211, 20 luglio 2000

Il 1° novembre 2005, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite decise di commemorare le vittime dell'Olocausto nazifascista, dedicando loro - affinché le testimonianze dei sopravvissuti potessero rivelare tutti gli orrori della follia nazifascista -  la data del 27 gennaio, a memoria del medesimo giorno del 1945 quando l'Armata Rossa, durante l'offensiva per conquistare Berlino, arrivò presso lal località polacca di Oswiecim/Auschwitz e "scoprì" agli occhi del mondo, l'inferno in terra, i campi di concentramento.

... affinché simili eventi non possano mai più accadere...
... Per non dimenticare...
... Mai più...
... L'Armata Rossa liberatrice ...
... il giogo nazista ...

Slogan, frasi ad effetto, sterili ritornelli.
Noi "occidentali" (ha ancora un significato tale termine, semmai ne ha avuto uno?!?) ci crogioliamo, ci incensiamo, ci ammantiamo e proteggiamo, con le parole rassicuranti di slogan che ripetiamo come mantra.
I paesi dell'est Europa furono liberati dal nazismo solo per passare sotto al giogo del comunismo; e per ancor più anni e sotto dittature forse ancor peggiori di quelle nazifasciste.
Gli israeliani costruirono il loro stato dove già c'erano città, paesi, regioni abitate e continuano ad occupare e "colonizzare" territori.
Il mondo occidentale assistette, senza muovere un dito, ai massacri nei campi profughi di Sabra e Chatila.
L'Europa vide rinascere, nei primi anni '90, campi di concentramento e genocidi nel proprio cuore, in Jugoslavia.
E non fece nulla.
E non fece nulla neppure in Ruanda.
Oggi tutti noi (anzi voi, perché io non cinguetto, non avendo Twitter e ne Facebook e me ne guardo bene) cinguettiamo, twittiamo che siamo Charlie.
E tifiamo per i curdi che stanno riconquistando, metro dopo metro, minuto dopo minuto, cadavere dopo cadavere, la città di Kobane.
Nessuno di noi, fino a venti giorni fa sapeva dove fosse Kobane; sapeva che esistesse Kobane; sapeva pronunciare Kobane.
E oggi siamo tutti curdi; i curdi sono i nuovi mujaheddin, che ricordiamo essere stati i partigiani contro l'Armata Rossa (già, proprio quella che liberava dal giogo nazista) in Afghanistan, alleati di Reagan e Rambo.
Però poi i mujaheddin si sono trasformati in talebani, in terroristi di Al-Qaida, in terroristi dell'Isis.
E quando i curdi, oppressi e sterminati anche loro in Iraq, in Turchia, in Siria, venissero a chiederci il conto per aver fermato il dilagare del califfato dell'Isis, cosa diremo loro ? Quando ci chiederanno di avere diritto ad uno stato, dignità di essere riconosciuti popolo e nazione, cosa diremo loro, dopo che il nostro governo vendette al governo turco uno dei suoi leader, Apo Ocalan ?
Dopo il 1945, i campi di sterminio, i genocidi, le soluzioni finali sono sempre accadute, davanti ai nostri occhi.
Noi non abbiamo dimenticato. Abbiamo ignorato, abbiamo girato lo sguardo, convinti che scandire slogan ci avrebbe messo con la coscienza a posto.
E allora forse il 27 gennaio di ogni anno non dovremmo chiamarlo Giorno della Memoria, ma Giorno delle Scuse.
Le Scuse che dovremmo offrire, vergognandoci, alle persone, agli anziani, ai bambini che abbiamo mandato al massacro nei campi di sterminio dell'est, in Siberia, in Africa, nel medio Oriente, nel Corno d'Africa.
E le Scuse che dovremmo offrire anche ai sopravvissuti di tutti questi stermini e massacri, perché dalla loro lotta per tornare a vivere, noi non abbiamo imparato nulla.