lunedì 6 settembre 2010

The show must go on ?!?

Peter Lenz


Shoya Tomizawa















Guidare una moto è pericoloso.
Correre con una moto è molto pericoloso.
Far correre i propri figli di dodici o tredici anni è da idioti frustrati che sperano di vedere realizzati nei propri figli i sogni e le speranze che non siete riusciti a realizzare nelle vostre vite.
Un bambino dovrebbe GIOCARE e SOGNARE di diventare un pilota e non scontrarsi e morire con un coetaneo in un gioco da adulti, con quegli stessi "adulti" che per continuare a giocare hanno fatto finta di nulla, hanno minimizzato e nascosto l'accaduto; ed hanno corso, esultato e festeggiato.
Ieri nella gara di Moto2 a Misano è scomparso Shoya Tomizawa, in un incidente che ha coinvolto anche De Angelis e Redding.
La gara non è stata fermata, si è continuato e si è corso come se nulla fosse anche la MotoGp con relativo podio, teatrino dei "tifosi" di Valentino Rossi (con fischi a Lorenzo compresi -complimenti-), premi ed interviste.
Si sapeva anche prima della partenza (Jorge Lorenzo lo ha dichiarato) eppure si è andati avanti, senza vergogna, senza ritegno.
E trovo ipocrite, idiote e risibili le risposte che spesso girano in internet in casi come questo
"è morto facendo quello che più gli piaceva"
"è il modo migliore per ricordare uno di noi"
"i piloti sono professionisti e mettono in conto anche questo"
ed altre idiozie del genere.
Che ne sapete voi di quel che pensa un morto?
Siete proprio sicuri che non gli roda il culo a dover morire a 13 o a 19 anni ?
Ieri non si è fermata la gara di Moto2; è vero, le condizioni di Tomizawa erano disperate e non avrebbe cambiato l'esito delle cure.
Ma era necessario per la dignità degli altri piloti, dei meccanici del suo team, degli spettatori al momento ignari.
E invece no, gli sponsor, il calendario che NON PUO' essere modificato, gli interessi della Dorna che non vuol certo pubblicizzare due morti in una settimana nel circo sempre più in crisi della MotoGp, tutto questo ha deciso che lo spettacolo deve andare avanti.
Un circo squallido, avvilente, agghiacciante, dove i piloti, quelli che consideriamo eroi o cavalieri del rischio, si sono trasformati in burattini con i fili senza un'opinione che non sia in linea con lo sponsor o col manager; qualcuno di loro avrebbe potuto e dovuto dire " NO, lo spettacolo non deve andare avanti".
Qual era il problema, ridare i soldi dei biglietti agli spettatori ? Qualcuno sarebbe stato così meschino da chiederli indietro ? I soldi si potevano dare in fondi di beneficenza.
I punti del gran premio ? Nulla, si salta una gara.
Gli interessi degli sponsor? Spiace ragazzi, non sempre è domenica, ogni tanto esistono valori come la dignità, la moralità, la compostezza che prevalgono sui soldi e sugli interessi di cassa.
Se qualche idolo delle folle avesse parlato, se anche solo un paio di  loro avesse detto "Noi non corriamo, non ce la sentiamo"  questo sarebbe stato il vero, unico, migliore modo per rendere omaggio al piccolo Lenz e al giovane Tomizawa.
Non è stato fatto e lo squallore ha avvolto irrimediabilmente il "dorato circus del rutilante" mondo dei motori.
E questo squallore aleggerà per lungo tempo sui caschi lucidi, sulle carene, sulle umbrella girls e sui siparietti dei piloti vincenti ...

Vergognatevi

2 commenti:

Mimmo ha detto...

VER
GO
GNA

SakéRacer ha detto...

son daccordo!

come hanno potuto correre..??
non so!

boh!