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mercoledì 7 ottobre 2015

Vallelunga 2015

Domenica scorsa, veloce passeggiata con il buon Leo a Vallelunga.
Eravamo interessati sopratutto alla gara riservata al BoT (Battle of Twin).
Memori di alcuni anni fa, quando sempre sul circuito romano, vedemmo sfrecciare vittorioso il Guareschi con la Guzzi mgs01, abbiamo deciso di rinfrescarci la memoria...
Il folto schieramento del BoT ... nove moto tra cui due Hornet
Il Battle of Twin, è un trofeo riservato ai motori bicilindrici.
Dunque e comprensibilmente, la fanno da padrone le Ducati, ma fino a qualche anno fa c'erano Bimota, Vyrus, Guzzi che proprio con la meravigliosa mgs01 vinse il titolo con Gianfranco Guareschi. E potrebbero parteciparci anche Bmw o Ktm
Bene, domenica in pista c'erano nove moto tra cui, per rimpinguare lo schieramento, anche due Hornet.
Fa veramente tristezza vedere un patrimonio motociclistico e di appassionati piloti e meccanici andare in malora
Il parco chiuso a fine gara

Una Cagiva Raptor col motore Suzuki bicilindrico 1000

Una Bimota

Le Hornet, che amarezza
Con il massimo rispetto di chi spende tanti soldi per prepararle e guidarle e dove solo la passione ed il divertimento ti ripaga, sarebbe più giusto un trofeo per queste moto, piuttosto che vederle rincalzi di moto con le quali non hanno nulla da spartire

"Manco Dottori, Dottorini !!! " cit. eheh, bella l'Aprilia Tuono 
La più bella di tutte : la Millona di Ncr








Inoltre c'erano diversi altri trofei, open 600 e 1000

R1 di Faieta

Per la categoria #Maipiusenza : le termocoperte in pelouche zebrato; un must della stagione

Ex Biaggi, bella !

una immancabile verdona

L'Aprilia Rsv4 della Scuderia Imperiali
Alla fine, la giornata è stata decisamente piacevole, grazie alla compagnia, al fatto di uscire in moto, a Vallelunga che per me è sempre piena di bei ricordi e dulcis in fundo, una buona mangiata a Campagnano 

mercoledì 3 giugno 2015

mercoledì 25 marzo 2015

cb 1100


Nel fine settimana passato, grazie all'iniziativa di Honda Live Tour, ho avuto la possibilità di provare una delle moto che più mi ha incuriosito in questi ultimi anni, la cb1100.
Certo, la prova è stata molto breve, pochi minuti e poco più che un giro di quartiere -l'Eur nel pomeriggio di un venerdì-, ma una prima , piacevole, presa di contatto c'è stata.
Comunque, arrivo al punto di registrazione e prenoto il giro.
Dopo pochi istanti rientra il gruppo precedente.
Le due staffette ci danno i fratini fosforescenti, indicazioni di massima sul non fare pinne, stoppies e burnout e si parte.
A vederla da ferma la cibbì, nello specifico la versione ex, con cromature, cerchi a raggi, doppi terminali di scarico e serbatoio più capiente, sembra piuttosto mastodontica e non proprio agile.


Oltretutto, ci ero già salito in occasione di diversi saloni ma, ferma com'era sui cavalletti, non ero riuscito a percepire le masse e gli ingombri da ferma.
Accendo il motore; certo, la moto è nuovissima, ma comunque il quattro cilindri si avvia con un soffio e non si sente nulla, neppure la minima vibrazione: sembra elettrico ... oddio, sarà mica ibrida ?!?
Tolgo il laterale (posizione un po' scomoda, seminascosto dalle pedane), inserisco la prima e via in strada.

Il cambio è meraviglioso, ha una corsa di pochissimi millimetri e le marce entrano senza alcuna difficoltà.
La coppia del motore, nel traffico cittadino fa andare la moto in tutta sicurezza e la 1100 dimostra di essere assolutamente equilibrata e con un baricentro eccellente.
I piedi toccano tutti e due a terra perfettamente. 
Prima, seconda, terza, gran bel motore, ottimo cambio e frenata impeccabile, perfino troppo rispetto a quel che sono abituato con la guzzina .
La sensazione è che sia una moto ottima per giri medio-lunghi, considerando la sella lunga dove si possono ancorare un paio di borse ed anche il passeggero sta comodo.
Ripeto, il giro è stato breve e cittadino (ed io non sono certo un collaudatore ...), quindi le sensazioni che ho riportato vanno prese assolutamente col bilancino.
Finito il giro ho tirato le somme sui pregi (tanti) e sui difetti (pochi)
Pregi:
Bella, bellissima, solida e piena di sostanza
finiture e qualità Honda .. e ho detto tutto ...
Cambio e motore eccellenti (anche se, è chiaro, andrebbero visti su strade diverse, a lungo termine, ma il fatto che siano Honda dovrebbe far stare tranquilli)
Difetti:
Il prezzo : tra gli 11 e i 12mila e rotti euro per una moto di questo tipo secondo me sono troppi, considerando che non parliamo di un progetto, rivoluzionario, innovativo o che stravolge il concetto di moto come oggi lo conosciamo, anzi è una moda vintage ... e pure la potenziale clientela la pensa così, visto che la moto è uscita nel 2013 e non ne ho viste neppure una in giro...
L'unico vero difetto, che in parte avevo già notato dalla prove "statiche" e che ho potuto confermare "dinamicamente" è la posizione di guida del pilota.
La sella è lunga, comoda sicuramente per il passeggero mentre il pilota sta un po' affossato.
Alla lunga, secondo me, potrebbe essere una posizione stancante (io non sono altissimo, quindi per chi è sul metro e ottanta la situazione potrebbe esser ancora peggio).
A peggiorare la situazione ci si mettono anche la foggia del manubrio, troppo alto e curvo, pratico in città ma che lascia poco feeling se uno volesse spingere di più e la mole del serbatoio che rende l'impostazione della guida molto "paciosa" e da cruiser.


E, quasi a voler visualizzare le mie critiche e le impostazioni ideali di questa bella moto, ci hanno pensato i francesi con la versione badseeds, che presenta una sella più corposa ed un manubrio piega bassa, oltre ad ammo posteriori Olhins e scarico Yoshimura ...


Certo, poi risalire a cavallo della vusettina fa un certo effetto ... non frena, cambia con la stessa verve ed euforia di Lurch, sembra di stare seduti su una tavola da stiro ... però quando ho riacceso il bicilindrico di Mandello, forte dei suoi indomabili e selvaggi tre cavalli e due asini di potenza, beh, è affiorato un sorriso beffardo sotto il casco.
Ho inserito la prima (inserito è un parolone ... cercata a mano per almeno cinque minuti ...), sono partito e, al primo semaforo, ho bruciato in partenza l'apecar di un fioraio bengalese ... e sò soddisfazioni.
...
...
... ok, modalità " La volpe e l'uva" off ... diciamo che più di un pensierino ce lo starei facendo, ma certo a quel prezzo rimane un pensierino proibito, tanto più che, vista la scarsa vendita, neppure nel mercato usato se ne vedono molte e a prezzi validi.
Ma aspettiamo ancora qualche anno ed intanto la v7 farà ancora il suo onesto dovere.

lunedì 16 marzo 2015

c'ho provato, però ...

 ... poi alla fine ho ceduto.
Mi ero ripromesso di non guardare neppure un Gran Premio di F1 quest'anno, dopo la mediocre stagione dello scorso anno e dopo le prove invernali con piloti colpiti da misteriose malattie, vetture che non si presentano alle prove, blasonate squadre inglesi che, con storici motori giapponesi, non riescono a far più di cinque giri.
O mediocri mestieranti che, alla vigilia della prima gara della stagione, il Gp di Australia a Melbourne, fanno causa ad un team per poter correre.
Per carità, di storie simili la Formula Uno è ricchissima, anzi spesso sono state il sale di quest'avventura meravigliosa iniziata più di sessanta anni fa.
Avventura che, a mio avviso, sta per finire, snaturata da regolamenti tecnici e sportivi che stanno allontanando gli appassionati, gli sponsor, i team.
Invece alla fine ieri il Gp l'ho visto.
Ed ho visto uno spettacolo indecente.
E non parlo delle due - tra l'altro meravigliose - Mercedes che volavano e annichilivano il resto del gruppo.
Ma vetture che non prendono neppure il via, undici vetture che finiscono la corsa e, su tutto, la vicenda di Alonso ancora avvolta nell'ipocrisia e nel mistero.
E allora, come molti appassionati, mi rifugio nel passato, nei ricordi e nelle immagini di anni passati, anni gloriosi con piloti mastini, campioni del mondo, rivali duri e puri.
Ed il confronto con i piloti di oggi si fa stridente ...

I piloti del mondiale 2015

Il figlio di Rosberg, il figlio di Carlos Sainz, il figlio di Jos Verstappen e il figlio di Magnussen ... e poi dicono la parentopoli all'Atac ... guardate che facce tristi da reality show, mentre invece dovrebbero essere felici di essere tra gli sportivi più invidiati ...
E allora mi sono andato a rivedere qualche foto simile, che si faceva sempre nel Gp di Australia, ma quando era l'ultimo della stagione - e si correva ad Adelaide...


1993 e giusto qualche nome sparso ... Herbert, Senna, Hakkinen, Prost, Alesi, Warwick, Irvine, Patrese, Schumacher, Hill


1986, l'anno che iniziai a seguire sul serio la Formula Uno ... Teo Fabi, che sembrava un elettrauto di Garbagnate, Alan Jones bolso come un barista sessantenne di Canberra, Alboreto, Senna in terza fila, Johansson che sembra un cantante new romantic, De cesaris (RIP) che sembra il solito studente che fa le corna alle spalle, gli improponibili capelli di Boutsen, il conte di Dumfries che quasi scompare, schiacciato tra un camionista svedese (nonchè babbo di Nico che ora vola con la sua Mercedes) ed il bulldog inglese di Warwick, i baffi di Mansell, Piquet e Prost che si è laureato di nuovo campione del mondo, proprio nell'ultima gara e beffando i due piloti Williams e tanti altri ... erano altri tempi, altri piloti, altre auto.
Per fortuna li ho visti, spesso dal vivo e mi hanno emozionato tutti, dal primo all'ultimo.
Cosa che quelli di questi anni non riescono minimamente a fare .

Penso che quello d'Australia sarà l'unico Gp che vedrò quest'anno (vabbè forse solo per Montecarlo potrei fare un'eccezione ...)