venerdì 20 febbraio 2009

Il sole dei morenti

Avete mai vissuto l’incubo di precipitare nel vuoto, al buio e di provare un continuo senso di angoscia ? E’ quello che proverete leggendo “Il sole dei morenti”. E’ stato – purtroppo – l’ultimo libro di Izzo, che lo riuscì a completare poco prima della sua scomparsa. E’ quasi un testamento morale e culturale e l’ennesima, struggente, indimenticabile dichiarazione d’amore verso Marsiglia la sua città e verso il mare. E verso le esistenze border line, gli “invisibili”; i clandestini, gli stranieri, i barboni, gli anziani, i “poverelli”, gli “sfigati”, gli altri insomma, che facciamo finta di non vedere pur sfiorandoli ovunque, ogni giorno pensando che ciò che è successo a loro non ci potrà mai succedere, come se non fossero esseri umani come noi, che vivono, soffrono, ricordano, si incazzano, si immalinconiscono e, pure loro, muoiono. Peccato che Izzo non ci sia più. In un momento come questo con la follia serpeggiante tra politici isterici, "pastori tedeschi" ringhianti, ronde popolari, barboni bruciati per divertimento, e guerre tra poveri, una voce come la sua sarebbe stata utile; inascoltata dai più, molto probabilmente, ma importante per chi si fosse fermato a sentirla. L’immagine del post è tratta da not not tana.
Non ero riuscito a fare una bella foto della copertina e allora mi sono messo a cercare qualcosa in rete ed ho pescato questo blog con disegni ed acquerelli e mi ha colpito essere riuscito a trovare proprio l'incipit di questo libro.
Molto bella, non trovate ?
emsi

1 commento:

nstaccioli ha detto...

Dopo aver divorato 'Casino totale' e 'Chourmo', sono alle prese con 'Solea'. Concordo pienamente sul fatto che voci come la sua, sarebbero molto utili di questi tempi.
Ci manca la sua grande prosa.
PS: molto bello il fumetto che hai trovato